Pensiero Italiano

Esporre i pensieri degli italiani

A marzo 2012 scrivevo, per l’ennesima volta, alle segreterie del Ministero del lavoro all’attenzione del ministro Elsa Fornero dove lei aveva dichiarato in televisione che chi non aveva mai lavorato ed è senza reddito avrebbe stanziato dei sussidi. Mettevo in evidenza che sono un laureato di 41 anni in geologia vecchio ordinamento, che non ha mai lavorato, né ho mai avuto degli aiuti economici essendo stato escluso per anni in numerose richieste e penalizzato a seguito di ingiusti requisiti discriminatori. La vicenda non-lavorativa è stata sempre denunciata al suo Ministero ed altri ancora. Tutti gli ex ministri sono stati denunciati. Gli scrivevo che ho conosciuto compagni e colleghi che si sono suicidati. Chiedevo un sussidio per poter sopravvivere ed un lavoro per riacquistare diritti, fiducia e dignità. Come al solito, nessuna risposta né riscontro positivo. L’ennesimo esempio che dimostra che razza di gente ci governa.

Estorsione, stalking, associazione a delinquere. L’avvocato Concetta Nunnari ha deciso di intraprendere contro Equitalia un’azione legale, dopo aver ricevuto la notizia che la sua casa il 30 luglio verrà messa all’asta per debiti non dovuti, a suo dire, in quanto già annullati da numerose sentenze passate in giudicato, che il legale dettaglia nella querela presentata agli uffici della questura. Una beffa. L’avvocato Nunnari ha presentato una querela presso gli uffici della questura di Catanzaro in cui ipotizza dei reati che vanno dallo stalking all’estorsione all’associazione, individuando, negli atti le persone che, secondo il convincimento dell’avvocato dovrebbero avere delle responsabilità, Vitola Adele, Gallo Ettore (funzionari delegati), Mastrapasqua Antonio (Presidente Equitalia Sud), Mineo Benedetto (amministratore delegato Equitalia Sud, Bernardi Paolo (Direttore Generale Equitalia Sud), Calandra Luigi (direttore Regionale Calabria). Intanto, la stessa sorte potrebbe toccare presto ad un altro catanzarese che si è visto recapitare una cartella di circa 40.000 euro e che, pur avendo presentato un’istanza di ricorso, ancora non ha notizie se e quando questa potrà essere discussa. Tratto da: http://www.informarexresistere.fr/2012/05/16/concetta-nunnari-lavvocato-che querela-equitalia-e-vince/#ixzz1v1iND590

Soltanto venti in aula per la discussione sul dimezzamento dei rimborsi ai partiti. C’erano più alunni ad assistere che politici. E’ strano che nella mattina del 15 maggio siano arrivati alla Camera i Vigili del fuoco a causa di un forte odore di bruciato. Strano perché l’aula è così deserta in questi giorni che sembrava impossibile che qualcuno avesse fumato. Già, perché lunedì 14 maggio si è iniziato a discutere sul dimezzamento dei rimborsi ai partiti. Risultato: venti presenti in aula, sotto l’occhio sbigottito di tre scolaresche provenienti da tre zone italiane diverse che assistevano ai lavori.

Pochi giorni fà il ministro Cancellieri ha chiamato De Gennaro e l’Esercito a difesa dei politici, invece di utilizzarli per portare da mangiare ai poveri che aumentano di giorno in giorno. E’ la denuncia pubblica che arriva dagli italiani. Qualche notizia sul ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri. Nella sua lunga carriera di prefetto e commissario prefettizio ha collezionato diverse gaffe ed è tutt’ora indagata per abuso d’ufficio. A Genova, mentre era prefetto nel maggio 2009, si pronunciò sul rischio di presenza mafiosa nel capoluogo ligure, ed alcuni sostengono: “…emergenza mafia? Non ci risulta…”. Non abbiamo nessuna denuncia né dati che ci spingano a ipotizzare l’esistenza di infiltrazioni mafiose a Genova, come invece accade in altre zone della Liguria, specie nel ponente. Dichiarazioni che vengono smentite dalle numerose inchieste della magistratura. Gli arresti del luglio dello scorso anno quando Domenico Gangemi, considerato tra i referenti della ‘ndrangheta a Genova, finisce in carcere e nel giugno del 2011 i dodici arresti di soggetti ritenuti affiliati alla mafia calabrese, stanno lì a smentire il prefetto. La stessa commissione parlamentare di inchiesta sulle mafie, in visita il mese scorso, in Liguria ribadiva la presenza delle organizzazioni criminali nel territorio. Anna Maria Cancellieri da commissario del teatro Bellini di Catania alla fine del 2009 viene indagata dalla procura etnea per abuso d’ufficio. Il pm Alessandro La Rosa le contesta consulenze inutili e costose per i bilanci del teatro.

Ecco i risultati che hanno raggiunto i sardi recandosi alle urne per i referendum. E’ stata una vera democrazia partecipativa come alcuni sostengono. Adesso bisogna evitare che i politici attuino qualche trucco per evitare le conseguenze del referendum – sostengono alcuni cittadini – I primi quattro quesiti, insieme all’ottavo, sono abrogativi e cancellano, quindi, le quattro province regionali di Medio Campidano, Carbonia-Iglesias, Ogliastra e Olbia-Tempio. L’ottavo taglia l’indennità dei consiglieri regionali. Così, si è chiesto ai sardi se volevano cancellare una legge che stabilisce che i compensi sono agganciati a quelli dei parlamentari ‘in misura non superiore all’80%’. I quesiti consultivi, hanno riguardato l’elezione diretta del presidente della Regione attraverso le primarie, la riscrittura dello statuto sardo, sull’indennità spettante ai membri del Consiglio regionale della Sardegna e il rimborso delle spese di segreteria, all’abolizione dei consigli di amministrazione degli Enti strumentali della Regione e alla riduzione dei consiglieri regionali da 80 a 50.

Non sapendo più come dissanguare i cittadini, quelli di Equitalia ne hanno pensata un’altra e stavolta è davvero “geniale”: pignorare (ai sensi dell’art. 72 bis del D.P.R .n 602/73) direttamente le pensioni e gli stipendi congelando i conti correnti dei cittadini morosi. Sta accadendo in queste ore a Catanzaro dove la società di riscossione sta procedendo all’espropriazione delle somme depositate in banca, anche di quelle accreditate a titolo di pensioni e assegni sociali al minimo erogati dall’Inps. Insomma, con questa operazione Equitalia nega l’unica forma di sostentamento a molti anziani e a molte famiglie cadute disgraziatamente nel vortice della morosità a causa dell’eccessivo accanimento fiscale del governo e di conseguenza degli enti locali sulle categorie più deboli. A nulla è valsa la protesta dei pensionati che hanno informato la società che le pensioni erogate rappresentano l’unico mezzo di sostentamento per i propri nuclei familiari. La particolarità della vicenda – denuncia l’Associazione Codici che sta seguendo il caso – sta nel fatto che né l’Agente della riscossione né le banche hanno inteso disporre lo svincolo delle somme canalizzate a titolo di pensione (spesso sociale) malgrado la disperata e reiterata richiesta degli interessati che, proprio a causa di tale indisponibilità, non sono neanche nelle condizioni di poter fare fronte alle spese legali per adire l’autorità giudiziaria non ricorrendo le condizioni per l’ assistenza con il gratuito patrocinio a causa del reddito da pensione percepito l’anno precedente.

Venticinque miliardi di euro l’anno per tutta la casta. Politici, sindaci consiglieri e assessori venti miliardi di euro all’anno solo per le auto blu, 2,5 miliardi di euro dal 1994 a oggi di rimborsi elettorali, 16.000 euro al mese di stipendio. Ufficialmente i più ricchi d’Europa. 290.000 euro l’anno per lo stenografo del senato più del Re di Spagna, 160.000 euro l’anno vanno al barbiere del senato, 600.000 euro l’anno per il capo della polizia che guadagna più del capo dell’Fbi. 218.000 euro lo stipendio di Giorgio Napolitano che ha più dipendenti e collaboratori della Regina d’Inghilterra. Il quirinale ci costa 235 milioni di euro l’anno, gli uffici di Montecitorio ci costano 54 milioni di euro l’anno. Vivono come nababbi hanno più privilegi della nobiltà pre-rivoluzione francese. Noi siamo costretti a fare sacrifici per mantenere questi signori. Giovanni Monti, figlio del Premier Mario Monti è passato dalla Parmalat (che tutti conosciamo) allo stato di vice-president della Morgan Stanley, la Banca a cui il papà ha appena “casualmente” liquidato due miliardi e mezzo di titoli derivati del Tesoro nel silenzio generale. Soldi delle casse Italiane durante la crisi che ha cancellato pensioni, stipendi, sanità e dignità agli italiani onesti. Forse è il caso che la ministra Fornero faccia un passo indietro definitivo, prenda i suoi foulards stampati, i suoi fili di perle, i suoi tailleur stilè, e si ritiri a fare la professoressa all’Università. E’ l’Italia che glielo chiede. Nelle sue apparizioni in Tv dovrebbe evitare di agitare l’indice, è un brutto segno, e poi non chiuda i siti internet. Se proprio vuole fare qualcosa dia soldi a chi non ha mai lavorato o ha perso il lavoro. Dobbiamo anche sopportare assegni di reinserimento sociale ai parlamentari. Ebbene sì, ai non rieletti spetta un benefit mica da ridere. Un assegno di reinserimento nel mondo sociale, una specie di reintegro nel mondo normale, una cosa tutta italiana che fa ribrezzo solo a pensarci. Alcuni beneficiati dalla fortuna di avere un popolo come noi sono i seguenti: Clemente Mastella 307.000 euro; Sergio Mattarella 234.050 euro; Luciano Violante 271.000 euro; Alfredo Biondi 278.000 euro; Armando Cossutta 345.000 euro. E poi non si sà dove tagliare! Ma moltissimi gridano: mandiamoli tutti via! Non parliamo poi del finanziamento pubblico. Pochi sanno che la Corte dei Conti non può controllare il bilancio dei partiti in quanto questi figurano come “associazioni di cittadini” qualsiasi, esattamente come un qualsiasi circolo. Non ce che dire, si sono tutelati bene! Gabriele Cimadoro, deputato Idv, il 5 aprile 2012 dice: “…No, io non voglio rinunciare a nessun privilegio…senza lo stipendio da parlamentare non potrei pagarmi 2 mila euro di affitto a fontana di Trevi…”. Mentre Casini sostiene: “…ok con Fini su nuovo soggetto. Siamo d’accordo anche quando fingiamo il contrario…”. Ma se i soggetti sono gli stessi, e il mal-sistema che li gestisce è lo stesso cosa cambia?

Dopo aver intrapreso una collaborazione gratuita con il giornale on-line la prima pagina scrivevo alcuni articoli e commenti vari. Nel momento che fornivo notizia su questioni inerenti l’Università La Sapienza, Antonio Nesci, negava la pubblicazione sostenendo che il suo giornale non “ingaggiava” polemiche. In precedenza avevo pubblicato e scritto articoli e commenti concordati. Gli chiedevo di ripristinare il mio nominativo, ma lui, li cambiava prima con un suo collaboratore Rino Loggiacco poi altri di redazione. Dal momento che Antonio Nesci dichiara di far parte del partito politico di alleanza nazionale c’è una seria possibilità che possa essere strumentalizzato politicamente. Riscontri dal Consiglio Nazionale dei Giornalisti e dall’Ordine dei Giornalisti della Calabria, il quale Ordine, istruisce pratica nei confronti di Antonio Nesci. L’Ordine dei Giornalisti della Toscana afferma la possibilità che Antonio Nesci sia iscritto all’Ordine della Calabria. Una delibera dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto accerta l’iscrizione di Antonio Nesci all’Ordine dei Giornalisti della Calabria trasmettendo tutto il fascicolo.

Ecco l’orribile lista dei suicidi avvenuti fino ad oggi in Italia per l’indifferenza delle istituzioni, del governo e delle banche. Il 5 febbraio 2012 a San Remo, un elettricista di 47 anni si spara. Il 26 febbraio 2012 a Firenze, un imprenditore di 65 anni si impicca. Il 2 marzo 2012 a Ragusa, un commerciante tenta di darsi fuoco. Il 2 marzo 2012 a Pordenone, un magazziniere di 46 anni si suicida. Il 9 marzo 2012 a Genova, un disoccupato di 45 anni sale su un traliccio della corrente. Il 9 marzo 2012 a Taranto, un commerciante di 60 anni trovato impiccato. Il 10 marzo 2012 a Torino, un muratore di 59 anni si da fuoco. Il 14 marzo 2012 a Trieste, 40 anni, appena disoccupato si da fuoco. Il 15 marzo 2012 a Lucca, infermiera di 37 anni ingerisce acido. Il 21 marzo 2012 a Lecce, artigiano di 29 anni si impicca. Il 21 marzo 2012 a Cosenza, un disoccupato di 47 anni si spara. Il 23 marzo 2012 a Pescara, un imprenditore di 44 anni si impicca. Il 27 marzo 2012 a Trani, un imbianchino di 49 anni disoccupato si getta dalla finestra. Il 28 marzo 2012 a Bologna, un 58 enne si dà fuoco davanti all’Agenzia delle entrate. Il 29 marzo 2012 a Verona, un operaio di 27 anni si dà fuoco. L’1 aprile 2012 a Sondrio, un 57 enne perde il lavoro e cammina sui binari, salvato in tempo. Il 2 aprile 2012 a Roma, un corniciaio di 57 anni si impicca. Il 3 aprile 2012 a Catania, un imprenditore di 58 anni si spara. Il 3 aprile 2012 a Gela, una pensionata di 78 anni si getta dalla finestra, per la riduzione della pensione. Il 3 aprile 2012 a Roma, un imprenditore di 59 anni, si spara con un fucile. Il 4 aprile 2012 a Milano, un disoccupato di 51 anni si impicca. Il 4 aprile 2012 a Roma, un imprenditore si spara al petto col fucile. La sua azienda stava fallendo. Il 30 aprile 2012 a Mamoiada un imprenditore di 55 anni si uccide con un colpo di pistola, è stato costretto a licenziare i suoi due figli. Il 3 maggio 2012 a Bergamo, un imprenditore di 54 anni si barrica armato nella sede di Equitalia con 15 ostaggi. Il 6 maggio 2012 a Napoli, un uomo di 72 anni si spara un colpo alla testa dopo avere ricevuto una cartella esattoriale di Equitalia. Impossibile stare nella mente di tutti loro e tutti noi disperati ma si continua a dire di evitare questi gesti perchè non servono a niente. Parlare, aiutarsi e cercare di lottare insieme. Così, mentre il “trota” e il suo papà piangono “poverini”, cari politici, che le loro anime possano disturbare i vostri sogni tranquilli con i vostri 30 mila euro al mese più i privilegi parlamentari.

Sostenevo la prova preliminare dell’esame di stato per l’esercizio della Professione di geologo vecchio ordinamento al Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università La Sapienza. La commissione composta da Gianni Lombardi, un professore definito “carismatico”, Salvatore Milli, Roberto Graciotti, Vittorio Stocchi e Romana Lugieri. Mi presentavo al colloquio della tesi di laurea incontrando ostilità dalla commissione. Nel momento in cui esponevo la tesi, Salvatore Milli iniziava con domande e comportamenti arroganti mentre Gianni Lombardi mi chiedeva altro. Nel mentre che esponevo, Gianni Lombardi non dava nemmeno ascolto a quello che dicevo discutendo con i suoi colleghi di altri lavori da lui svolti. Venivo ammesso alla prova scritta. Svolgevo lo scritto che consisteva nell’eseguire un profilo geologico ed un tema a scelta. Il professor Gianni Lombardi nonostante apparisse persona “affabile” nel momento in cui gli chiedevo una delucidazione si rifiutava diversamente ad altri candidati. Poi, apprendevo la non ammissibilità all’orale quindi respinto. Chiedevo delle spiegazioni al professor Gianni Lombardi, visto che oggettivamente, riconsideravo l’esame svolto non meritavo questo trattamento non comune. Con ottusità, freddezza ed arroganza ha praticamente chiuso il colloquio. Ancor peggio Salvatore Milli, che, durante i colloqui, ha ripetuto esattamente ciò che aveva detto Gianni Lombardi sperava che tornassi per avere delle spiegazioni scientifiche come a suo dire: “…fatti non chiacchiere…” non avendo capito che le doveva fornire lui al momento. Gli chiedevo se i soldi che spendevo per il viaggio e l’alloggio me li poteva rimborsare lui con il suo stipendio pubblico e le 270,00 euro annesse al costo dell’esame. Gli chiedevo, inoltre, spiegazioni sul concorso di dottorato ma il professor Salvatore Milli rispondeva: “…ah…perchè vuole anche fare il dottorato?…”. Manifestavo assurdità per il trattamento presentando sdegni al professionista Vittorio Stocchi, al Consiglio Nazionale dei Geologi e nuovamente all’Ordine dei Geologi Lazio. Ripresentavo la domanda d’esame all’ufficio esami di stato della Sapienza e per appurare se fossi stato inserito, mi recavo, quindi, in stessi luoghi ma non ero nella lista dei candidati nonostante avessi regolarmente fatto domanda, in quanto, nella sessione precedente ero assente. Quindi, la prassi era di poterlo risostenere per la sessione successiva senza ulteriore pagamento della tassa. Effettuavo iscrizione alla imminente prova, ciò, veniva riferito all’ufficio. Nonostante difficoltà a cui non è mai stato dato interesse apprendevo, solo successivamente, che avrei dovuto fare anche, guarda caso, un ulteriore domanda diversamente dalle volte passate. In pratica, avevo pagato ed effettuato procedure di iscrizione per niente. Non trovando soluzione difronte all’eccedenza amministrativa ed agli ostacoli ritenuti anomali in quanto variati e con situazioni già denunciate mi recavo presso la segretaria del rettore Luigi Frati esponendo le problematiche ma la segreteria ha sostenuto inverosimilmente che il rettore non entra in questioni del genere. Mi suggeriva di recarmi dal delegato del rettore nonché difensore civico il professor Luigi Campanella del Dipartimento di Chimica della Sapienza. Non trovando da lui soluzioni mi recavo dal presidente di commissione d’esame, la commissione veniva variata, ossia subentrava il professor Umberto Nicosia, professore definito anch’esso un barone Universitario, al quale esponevo la problematica e mi consigliava di parlare con il segretario di commissione Alessandro Bongiorno perchè quest’ultimo poteva inserirmi. Nel momento che esprimevo la stessa anomalia questo segretario iniziava ad inveire con offese minacciando, in qualità di giurista, azioni di denuncia solo perchè giustificavo situazioni pregresse frutto di comportamenti ritorsivi. Grazie e questo segretario ho perso l’esame. Dalla professoressa della tesina di laurea Francesca Castorina a cui si è esposta questa situazione a nulla è servito. Ad esame concluso, mi sono presentato dal segretario Alessandro Bongiorno con querela alla mano verbalizzata dalla Questura di San Lorenzo preannunciandogli procedimento nei suoi confronti per truffa e denunce ad enti e mass-media. C’è stato un riscontro in questa circostanza, poiché, l’avvocato Alessandro Bongiorno ha improvvisamente cambiato colore del viso. Come per incanto, ho riavuto i soldi spesi per la tassa dell’esame dalla ragioneria della Sapienza. Il vergognoso rettore, Luigi Frati, conosceva la vicenda ma ha nascosto tutto.